Google Adsscegliere chi gestisce
Consulente o agenzia Google Ads: 10 domande prima di affidare l'account
Ogni mese in Italia centinaia di aziende cercano un consulente o un'agenzia Google Ads. Le offerte si somigliano tutte, i risultati no. Queste sono le domande che farei io, prima di affidare a qualcuno il budget pubblicitario.
Un buon professionista ti lascia la proprietà dell'account e dei dati, misura il costo per cliente e non i clic, ti dice come è calcolato il suo compenso e ti mostra risultati con numeri e periodo. Se una di queste risposte è vaga, è un segnale.
Consulente o agenzia?
| Consulente freelance | Agenzia | |
|---|---|---|
| Chi lavora sull'account | La persona con cui parli | Spesso un account manager diverso dal commerciale |
| Servizi | Più verticali; il resto con collaboratori | Più servizi sotto lo stesso tetto |
| Capacità | Pochi clienti alla volta | Più persone, ricambio del personale |
| Costi fissi | Più bassi | Più alti, ripartiti sui clienti |
Non esiste una scelta migliore in assoluto. Conta chi tocca davvero le campagne, e le risposte alle domande che seguono.
Le 10 domande
1. L'account è intestato a me?
L'account Google Ads deve essere tuo, con la tua fatturazione, e il professionista deve accedervi con il proprio account manager (MCC). Se l'account è suo, quando smetti di lavorarci perdi lo storico, le conversioni e tutto quello che le campagne hanno imparato.
2. Come misuri le conversioni?
Prima di ottimizzare qualsiasi cosa va verificato che chiamate e moduli vengano contati bene, con Google Tag Manager, GA4 e il Consent Mode. Un professionista serio ne parla nel primo incontro, prima ancora del budget.
3. Su quale numero mi fai il report?
Impressioni e clic non pagano le fatture. Il report deve partire da costo per contatto, costo per cliente e ritorno sulla spesa. Se l'unico obiettivo dichiarato è «più traffico», cambia interlocutore.
4. Chi lavora sulle mie campagne?
Chiedi il nome della persona che apre l'account ogni settimana, e se è la stessa che ti risponde al telefono.
5. Come è calcolato il compenso?
I modelli più comuni sono un fisso mensile o una percentuale sulla spesa pubblicitaria. La percentuale ha un difetto: chi gestisce guadagna di più se spendi di più, anche quando non serve. Qualunque sia il modello, deve essere scritto e separato dalla spesa che va a Google.
6. Ci sono vincoli di durata?
Una campagna ha bisogno di qualche mese per stabilizzarsi, ma un contratto annuale bloccato senza risultati misurabili protegge solo chi lo propone.
7. Mi mostri risultati con numeri e periodo?
«Abbiamo raddoppiato i contatti» non vuol dire niente senza periodo, budget e costo per contatto. Un caso studio serio dichiara la fonte dei dati e cosa non è incluso. Un esempio: il noleggio di macchine da lavoro con costo per contatto −33%.
8. Sei Google Partner?
Lo status di Google Partner si verifica sul profilo pubblico di Google, non sul logo in un sito. Non garantisce risultati, ma dice che l'account rispetta requisiti di spesa, di certificazione e di performance.
9. Cosa fai nelle prime settimane?
La risposta che vuoi sentire: verifica del tracciamento, analisi delle ricerche e dei concorrenti, struttura per intenzione di ricerca, test con un budget contenuto. Non «lanciamo una Performance Max e vediamo» (su quando conviene, leggi Performance Max: quando usarla).
10. Cosa cambieresti nel mio sito?
Gli annunci portano le persone su una pagina: se la pagina non converte, nessuna ottimizzazione degli annunci salva il costo per cliente. Chi gestisce le campagne deve guardare anche quella.
Chi ha la sede vicino a te
Per una campagna locale non serve un professionista nella tua città: servono i dati del tuo mercato. Aiuta però poterlo incontrare, e conoscere la zona. Io ho sede a Torino, in corso Casale 227, e per il mercato torinese ho raccolto i costi per clic di 46 settori. Come lavoro con le aziende torinesi è nella pagina consulente Google Ads a Torino.
Il tuo caso
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Rispondo a tutte e dieci in una prima chiamata, e se hai già un account ti dico cosa vedo dentro.
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