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Google AdsReal estate · Roma
Cinque immobili venduti su undici: 5.266 € di pubblicità per ogni unità collocata
Acquisizione di contatti qualificati per la commercializzazione di uno sviluppo residenziale di nuova costruzione. Dodici mesi di campagna, dati fino a settembre 2026.
- immobili venduti
- 5 su 11
- valore collocato
- 1,5–2,3 M€
- incidenza pubblicitaria
- 1,2–1,8%
- costo per vendita
- 5.266 €
- Cliente
- Sviluppo residenziale di nuova costruzione, Roma (nome riservato)
- Settore
- Immobiliare — commercializzazione di sviluppo residenziale
- Prodotto
- 11 appartamenti, da 300.000 € (bilocale) a oltre 600.000 € (quadrilocale)
- Canale
- Google Ads — rete di ricerca e Performance Max
- Periodo
- Avvio novembre 2025, dati fino a settembre 2026 (12 mesi)
- Investimento
- 26.331 € nel periodo
Nell'immobiliare la pubblicità viene spesso valutata con la metrica sbagliata: si guarda il costo per contatto, si scopre che è basso, e non si riesce comunque a dire se la campagna abbia funzionato. Questo account è stato impostato fin dall'avvio su un'altra domanda: quanto costa collocare un'unità. In dodici mesi la campagna ha generato 984 contatti con 26.331 € di investimento e accompagnato la vendita di 5 immobili sugli 11 disponibili: 5.266 € di pubblicità per unità venduta, pari all'1,2–1,8% del valore collocato.
Il contesto
Un prodotto a ciclo lungo e a bassa frequenza di conversione
Un immobile non si vende online. La campagna non chiude la vendita: genera l'appuntamento, alimenta la trattativa e sostiene la fase in cui l'acquirente confronta le alternative. Tra il primo clic e il rogito passano settimane o mesi, e la decisione coinvolge più persone.
Ne consegue che il rapporto tra contatti e vendite è strutturalmente basso: 984 contatti per 5 vendite significa che circa lo 0,5% dei contatti arriva alla firma. Non è inefficienza, è la fisiologia del settore. Quello che conta è il rapporto tra il costo complessivo dell'acquisizione e il valore dell'unità venduta.
Il vincolo dell'inventario finito
A differenza di un e-commerce, qui il magazzino è chiuso: undici unità, non riordinabili. Questo cambia l'obiettivo della campagna. Non si tratta di massimizzare il volume di contatti — una volta collocate le unità, contatti aggiuntivi non producono valore — ma di mantenere un flusso costante e qualificato fino all'esaurimento dell'invenduto, senza spendere su domanda che non può essere servita.
La scelta: due campagne, due compiti
La struttura è stata tenuta minima e specializzata. La rete di ricerca presidia la domanda esplicita — chi cerca già in quella zona, con quelle caratteristiche — dove il clic costa 0,68 € ma l'intenzione è dichiarata. La Performance Max copre scoperta e retargeting su tutte le reti Google, dove il clic costa 0,15 € e il volume compensa la minore intenzione, alimentando la parte alta del percorso decisionale.
I risultati
Dati di account Google Ads per il periodo, integrati con i dati di vendita forniti dal cliente.
Dal contatto alla vendita
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Investimento pubblicitario | 26.331 € |
| Contatti generati | 984 |
| Costo per contatto | 26,76 € |
| Immobili disponibili | 11 |
| Immobili venduti nel periodo | 5 |
| Quota di invenduto collocata | 45% |
| Costo pubblicitario per unità venduta | 5.266 € |
Confronto tra i due tipi di campagna
| Metrica | Rete di ricerca | Performance Max |
|---|---|---|
| Investimento | 15.912 € | 10.419 € |
| Quota del budget | 60% | 40% |
| Clic | 23.268 | 68.971 |
| Costo per clic | 0,68 € | 0,15 € |
| Contatti | 373 | 611 |
| Quota dei contatti | 38% | 62% |
| Costo per contatto | 42,67 € | 17,05 € |
Il costo per contatto è un indicatore intermedio: serve a gestire la campagna, non a giudicarla. Nell'immobiliare l'unico numero che decide è quanto costa collocare un'unità: 5.266 € su un bene che ne vale ordini di grandezza in più. È il confronto con il costo di intermediazione tradizionale a dire se il canale conviene, e qui regge ampiamente.
Il quadro economico
Il valore delle unità collocate è calcolato sul listino dichiarato: 300.000 € per il bilocale, oltre 600.000 € per il quadrilocale. I due scenari indicano un intervallo, non un valore puntuale, perché la composizione esatta delle cinque vendite non è riportata.
| Indicatore | Scenario prudente | Scenario tipico |
|---|---|---|
| Ipotesi sulle 5 unità vendute | tutte al prezzo minimo | mix con media 450.000 € |
| Valore complessivo collocato | 1.500.000 € | 2.250.000 € |
| Investimento pubblicitario | 26.331 € | 26.331 € |
| Incidenza sul valore venduto | 1,76% | 1,17% |
| Ritorno per ogni euro investito | 57 € | 85 € |
Il confronto che conta: pubblicità contro intermediazione
Nel residenziale il termine di paragone naturale non è un'altra campagna, ma il costo di collocare l'unità per altre vie. Una provvigione di intermediazione al 3% vale 9.000 € su un bilocale da 300.000 € e 18.000 € su un quadrilocale da 600.000 €. Il canale pubblicitario ha collocato ciascuna unità a 5.266 €, generando contatti diretti che restano di proprietà del committente.
L'1,2–1,8% di incidenza è calcolato sul prezzo di vendita, non sul margine dello sviluppatore. È il confronto tra costo di acquisizione e margine a dire se il canale conviene davvero, e quel dato è in possesso del committente. Anche assumendo un margine del 20% sul costruito, l'incidenza resterebbe intorno al 6–9%: sostenibile, ma è il numero corretto da usare in una valutazione interna.
Una nota sull'andamento nel tempo
Il costo per contatto non è migliorato in modo lineare: nei mesi successivi all'avvio si è attestato intorno ai 24 €, per poi salire verso i 30 € nella seconda parte del periodo.
È coerente con un inventario che si riduce. Man mano che le unità disponibili diminuiscono, l'offerta si restringe e la campagna intercetta una domanda progressivamente meno allineata a ciò che resta da vendere. In un account con magazzino finito, un costo per contatto che sale mentre l'invenduto scende non è un peggioramento della gestione: è il segnale che la campagna sta arrivando a fine corsa sul proprio mercato. È anche il motivo per cui questo caso studio è costruito sul costo per unità venduta, e non sulla curva temporale del costo per contatto.
Nota metodologica
- Fonte e perimetro. Spesa, clic e conversioni provengono dall'interfaccia Google Ads tramite interrogazione diretta dell'account. I dati di vendita (5 immobili su 11) sono una rilevazione del cliente, non un dato di piattaforma.
- Attribuzione delle vendite. Nell'immobiliare il percorso di acquisto è lungo e multicanale. Le 5 vendite sono avvenute nel periodo in cui la campagna era l'unico canale di acquisizione digitale attivo, ma non è possibile attribuire ciascuna vendita a un singolo contatto tracciato.
- Valore delle unità. Il listino (da 300.000 € a oltre 600.000 €) è un dato fornito dal committente. Gli scenari sono costruzioni sul listino, non prezzi di rogito: i valori effettivi possono differire per sconti, permute o condizioni particolari.
- Ricavo lordo. I valori indicati sono prezzi di vendita, non margini. Non scontano costo di costruzione, oneri, costi finanziari né gestione della campagna.
- Contatti e persone. Un singolo potenziale acquirente può generare più azioni di conversione — un modulo e una chiamata, o più richieste in momenti diversi. Il numero di contatti non coincide con il numero di persone.
- Conversioni frazionarie. Le conversioni della Performance Max sono riportate da Google con valori decimali, per via dell'attribuzione distribuita tra più punti di contatto. I valori in tabella sono arrotondati.
- Limiti della Performance Max. La piattaforma non espone la ripartizione della spesa tra le reti Google, quindi non è possibile stabilire quanta parte dei suoi contatti derivi dal retargeting su utenti già intercettati dalla ricerca: è una cautela da tenere nel confronto diretto tra i due costi per contatto.
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